16 Febbraio 2015, h. 14:26

I Caaf Confartigianato alla prova del 730 precompilato

caafUna rivoluzione per 20 milioni di contribuenti: così è stata annunciata la novità che scatterà dal prossimo 15 aprile con il debutto delle dichiarazioni dei redditi precompilate. Un primo assaggio di quel fisco dal volto umano annunciato dal Governo che dovrebbe rendere più facile la vita di cittadini e imprenditori.
Ma che cambierà anche i compiti dei Caaf, i centri di assistenza fiscale che aiutano i contribuenti a districarsi negli adempimenti tributari.
Per capire quanto e come le cose cambieranno davvero, CAAF Confartigianato ha chiamato l’Amministrazione finanziaria che ha messo a punto la macchina della riforma. Il 12 febbraio a Roma, in collegamento streaming con 84 Associazioni del Sistema Confederale in tutta Italia, il Direttore centrale servizi ai contribuenti dell’Agenzia delle Entrate, Paolo Savini, ha spiegato le novità fiscali che, quest’anno, avranno le caratteristiche di un avvio sperimentale.
Inevitabili quindi le incognite e le criticità che metteranno a dura prova i Caaf, chiamati ad assumere nuove responsabilità nei confronti dell’Amministrazione finanziaria e dei contribuenti. Tutto ciò, a fronte di un sistema fiscale che, nonostante gli annunci, rimane estremamente complesso.
Per Roberto Chiumiento, Direttore di Caaf Confartigianato, si tratta di una sfida da giocare sul miglioramento della qualità dei servizi. “Cambia completamente – sottolinea Chiumento – il rapporto con il contribuente. Infatti la riforma prevede che, in caso di assistenza fiscale prestata da un Caaf, il contribuente concluda l’adempimento nei confronti dell’amministrazione finanziaria nel momento in cui si rivolge al Caaf che dovrà garantire una serie di elevati indici di professionalità. I Caaf hanno quindi un impegno ulteriore anche nella fase successiva alla presentazione della dichiarazione dei redditi perché si dovranno occupare dei controlli. Si tratta di un’assistenza fiscale ad ampio raggio che copre tutto ciò che avviene dopo la presentazione di un modello dichiarativo”.
Nuovi compiti per i Caaf, dunque, che dovranno incrociare gli impegni di un fisco che vuole voltare pagina.
“La riforma – spiega Paolo Savini – deve essere vista come un’opportunità di miglioramento per tutti, Caaf e Fisco. Gli intermediari devono cambiare pelle, ma non diminuisce il loro ruolo strategico. Anzi, proprio l’attività di controllo documentale che prima veniva svolta dall’Agenzia delle Entrate ed ora è compito dei Caaf, tramite il visto di conformità, ne valorizza le funzioni”.

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