27 Aprile 2015, h. 18:37

“Trasporti alla deriva” la video-denuncia di Confartigianato Venezia

trasporto merci venezia

Si avvicinano le elezioni amministrative di Venezia, e uno dei temi che si annuncia più caldo nei prossimi mesi sarà il trasporto acqueo.  Per denunciare le condizioni disastrose in cui versa il trasporto merci nel centro storico della città lagunare, Confartigianato Venezia ha realizzato una video-denuncia che racconta le giornate impossibili dei trasportatori conto terzi da cui dipende la movimentazione di tutte le merci in ingresso e in uscita dalla città.

Senza le circa 400 barche autorizzate, Venezia si ferma. Eppure tutto sembra pensato per intralciare il loro lavoro.

Il reportage, realizzato dalla giornalista Maria Stella Donà, è stato presentato ai cittadini e ai candidati sindaci nel corso di una serata.

Ma cosa sta succedendo sulle vie d’acqua più famose del mondo.

“Quello che sta succedendo in questi giorni – spiega Gianni De Checchi, Direttore di Confartigianato Venezia -, le proteste contro le ultime ordinanze emesse dal comune, non è altro che la fotografia di quanto in questa città sta succedendo, per quanto di mia conoscenza da 35 anni, ma forse anche di più. Succede che la città, la sua amministrazione, la classe politica, non ha mai preso perfettamente coscienza dell’importanza del settore del trasporto conto terzi, lo ha sempre vissuto come un settore marginale, come un settore da non programmare, come un settore da non normalizzare, un settore considerato alla stregua di una serie di operatori che si muovono la mattina, tornano a casa la sera. Nessuno è mai riuscito a capire che è un settore strategico per la città perché svolge un servizio al pari, se non superiore al trasporto pubblico”.

Spostarsi con le imbarcazioni lungo i canali è affrontare un’Odissea, tra rive e pontili inesistenti, oppure che esistono ma sono inagibili per 180 giorni all’anno perché sommersi dall’acqua alta. Taxi e barche da diporto contendono i pochi approdi ai Topi, i tradizionali battelli da trasporto veneziani. Le bitte e i pali da ormeggio stanno scomparendo vittime dell’incuria e i trasportatori sono costretti a manovre pericolose come assicurare la barca ai pali della luce. Accanto alla stazione gli approdi per il carico e lo scarico delle marci sono stati addirittura cancellati completamente, rimpiazzati da postazioni per i taxi.

Ma la situazione più incredibile è a un passo dal centro, sull’isola Tronchetto, dove arrivano i camion con le merci. Il lavoro di carico sulle imbarcazioni inizia alle 3 e mezza di notte, completamente al buio, con gli operatori sferzati dalle intemperie, senza tettoie, senza servizi, su un piazzale rimasto uguale dagli anni ’30.

Intanto il modernissimo “Centro logistico di interscambio merci” costato circa 24 milioni di euro è fermo in attesa della nuova gara di appalto dopo che la prima è andata deserta. D’altra parte, chi spenderebbe 500 mila euro l’anno per gestire pontili inutilizzabili,costruiti a diversi metri di altezza dall’acqua, senza tener conto delle caratteristiche dell’imbarcazioni. La denuncia di Confartigianato Venezia è stata rilanciata da “Striscia la notizia” che ha dedicato un’ampio servizio a questo ennesimo spreco di denaro pubblico.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo di sensibilizzare i candidati sindaci e di sentire la loro visione. Il mio sogno è che questa città da speciale diventi normale con i trasporti che funzionano davvero” conclude il Direttore di Confartigianato Venezia Gianni De Checchi.

 

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