23 Giugno 2015, h. 16:18

Per gli appalti si avvicina la svolta: via libera del Senato alla legge di riforma. Accolte molte proposte di Confartigianato

Norme più semplici e procedure più trasparenti. Giro di vite su ritardi di pagamento, varianti in corso d’opera, deroghe rispetto alle procedure ordinarie. E soprattutto, maggiore spazio e più competitività per le micro e piccole imprese della lunga filiera delle costruzioni.

Sono solo alcuni dei princìpi contenuti nel disegno di legge delega di riforma degli appalti appena approvato in prima lettura dal Senato con 184 sì, due no e 42 astenuti.

Ora il provvedimento passa alla Camera per proseguire nel cammino che prevede ancora una seconda lettura del testo e dopo il via libera finale, l’approvazione di un decreto delegato. I tempi sono molto stretti, il Governo ha infatti solo 6 mesi per adottare il provvedimento che sostituirà le attuali nome in materia di opere pubbliche, ma l’accelerazione di queste ultime settimane conferma l’intenzione annunciata da Palazzo Chigi di voler varare il provvedimento senza indugi anche se magari sul filo di lana.

Tra i circa 50 princìpi in cui si articola la delega “emerge con forza il lavoro svolto da Confartigianato per migliorare l’accesso delle micro e piccole imprese all’importante mercato degli appalti”. Lo sottolinea il segretario di Anaepa Confartigianato Edilizia Stefano Bastianoni. “Certamente  – prosegue – l’azione che abbiamo condotto come Confartigianato e come categoria dell’edilizia è tangibile. Siamo riusciti a far riconoscere il valore della micro e piccola impresa all’interno della delega di cui poi il Governo dovrà tenere conto nel momento in cui emanerà il decreto. E questo è un principio importante. Inoltre è stato riconosciuto, tra i principi della delega, anche il valore dell’utilizzo delle mpi insediate sui territori e della manodopera locale. Un altro elemento che è stato frutto in passato di battaglie ma che ancora non è stato risolto in Italia, riguarda il problema dei ritardi di pagamento”.

Sul  fronte dei ritardi di pagamento, il provvedimento obbliga il committente pubblico a pagare direttamente le imprese in sub appalto, nel caso non infrequente di inadempimento da parte dell’appaltatore.

Il giro di vite sui ritardi di pagamento e le misure premiali per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare d’appalto sono alcune tra le posizioni che Confartigianato è riuscita a far riconoscere insieme al principio di proporzionalità. In base a questo principio, nelle gare future, spiega il segretario Bastianoni, “garanzie e adempimenti dovranno essere commisurati alla reale importanza dell’appalto evitando quegli inutili appesantimenti burocratici che hanno finora tenuto distanti tante micro e piccole imprese dai lavori pubblici”.

“Le imprese artigiane, che sono oltre il 90% delle imprese esistenti in Italia, partecipano solo per il 13% alle gare pubbliche. Questo è un limite oggettivo. Grazie anche a questo disegno di legge cerchiamo di favorire un migliore accesso della micro impresa alle gare pubbliche perché questa può essere un’occasione importante di rilancio dell’economia e anche del settore” conclude il segretario di Anaepa Confartigianato Edilizia Stefano Bastianoni.

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