Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato
A metà del 2026 il comparto delle costruzioni affronta una fase particolarmente delicata dovendosi confrontare con l’evoluzione del quadro geopolitico che, negli oltre cento giorni della crisi di Hormuz, ha generato tensioni sui costi energetici, sulle materie prime e sulle catene globali di approvvigionamento, mentre continua a beneficiare della spinta data dagli interventi connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le tendenze del settore dell’edilizia sono contenute nel report ‘Dalla crisi del Golfo ai cantieri: la congiuntura nelle costruzioni, tra spinta dei costi e fase finale del PNRR’ – qui per scaricarlo. Il report è stato presentato da Silvia Cellini dell’Ufficio Studi e da Licia Redolfi dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia nel corso di un webinar organizzato da Anaepa-Confartigianato Edilizia nell’ambito delle sessioni di formazione streaming 2026 della Scuola di Sistema, aperto da Stefano Crestini, Presidente ANAEPA-Confartigianato Edilizia e concluso da Daniela Scaccia, Segretario Nazionale ANAEPA-Confartigianato Edilizia.
Il settore mantiene una significativa capacità di crescita di valore aggiunto e investimenti e di creazione di occupazione, ma mostra segnali di rallentamento della produzione e delle attese sui piani di costruzione. Le tensioni in Medio Oriente stanno già producendo effetti rilevanti sui costi dell’energia e di alcuni materiali per l’edilizia e nel 2026 le attese delle imprese sui prezzi praticati stanno accelerando la crescita. In particolare, si osserva una forte crescita dei prezzi dei metalli e dei minerali (+39,3% su base annua a maggio 2026), materie prime essenziali per la filiera dell’edilizia.
Nonostante queste tensioni, il comparto continua a rappresentare uno dei motori della crescita dell’economia italiana. Nel primo trimestre del 2026 il valore aggiunto delle costruzioni cresce del 3,0% su base annua, risultando il settore più dinamico dell’economia italiana e registrando una performance nettamente superiore a quella europea (+0,2%). Anche nel 2025 la produzione delle costruzioni ha segnato un aumento del 3,5%, contro il +2,3% della media UE, mentre frena (+0,1%) nel primo trimestre del 2026. Gli investimenti in costruzioni sono cresciuti del 4,0% nel 2025 e nel primo trimestre del 2026, seppur risultando superiori del 3,9% rispetto ad un anno prima, registrano il primo calo congiunturale (-0,4%) dal quarto trimestre del 2025.
Le aspettative sui piani di costruzione delle imprese a maggio (media di tre mesi) tornano in territorio negativo per la prima volta dopo cinque anni.
Sul mercato del lavoro il settore continua invece a mostrare una dinamica positiva. Nel 2025 gli occupati nelle costruzioni crescono del 4,7%, una variazione ampiamente superiore al +1,3% registrato nell’Unione europea e al +0,8% dell’occupazione complessiva italiana. La crescita è particolarmente sostenuta nel Centro e nel Nord-Ovest. Tuttavia, la domanda di lavoro si scontra con una crescente difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste. Nel 2025 la quota di assunzioni di difficile reperimento nel settore è pari a 62,7%, supera di 15,7 punti percentuali la media di 47,0% e cresce di 3,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente, mentre nel complesso dell’economia si registra una lieve riduzione.
Il contributo del PNRR continua ad essere determinante. Le elaborazioni presentate nel report di Confartigianato mostrano che senza l’effetto degli investimenti legati al Piano l’economa italiana avrebbe registrato una lunga recessione, con effetti particolarmente rilevanti nel Mezzogiorno. Guardando al medio periodo, il report individua alcune priorità strategiche. Emerge con chiarezza la necessità di guardare oltre l’orizzonte del 2026, costruendo una strategia che accompagni il settore nella fase successiva al completamento degli interventi finanziati dal PNRR. La frenata degli investimenti in costruzioni richiede la capacità di programmare nuove opere infrastrutturali necessari per la protezione del territorio per ridurre la vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico. Il patrimonio edilizio italiano richiede un vasto programma di riqualificazione energetica e di miglioramento della qualità abitativa. In questa prospettiva emerge l’esigenza di costruire un quadro ordinato di incentivi fiscali per la riqualificazione degli edifici. Le sfide della transizione demografica impattano sia sulla disponibilità di manodopera sia sulla qualità della domanda abitativa.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il credito, in un settore in cui il costo del credito rimane di oltre un punto percentuale sopra la media delle imprese e i prestiti risultano in flessione, esponendolo in modo più accentuato agli effetti del rialzo dei tassi adottato giovedì scorsa da parte della BCE.
Tendenza dei prezzi praticati dall’impresa nei prossimi tre mesi e trend prezzi import di gas e petrolio greggio
Gennaio 2019-maggio 2026, saldo, livello prezzi import gas naturale e greggio (ASSE DX): indice 2021=100 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat
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