30 Ottobre 2009, h. 00:00

L’amore vince la crisi. Ad Arezzo successo per Paolo Crepet

Non sarebbe bastata una tradizionale aula accademica per ospitare la prima lezione della Scuola per Genitori di Arezzo. Seicento spettatori, sala gremita al Centro congressi del capoluogo aretino ed un professore d’eccezione, lo psicologo e scrittore Paolo Crepet. Evento d’apertura della prima giornata del Festival di Confartigianato Persone, il faccia a faccia tra il direttore della Scuola per genitori e la platea di Arezzo è stato un successo. Quasi quattro ore di confronto su un tema vecchio come l’uomo, l’amore. “Sull’amore: i sentimenti al centro della persona” era il titolo dell’evento introdotto dalle morbide evoluzioni del trio acrobatico dei Vertigym e dalle immagini del documentario su Arezzo realizzato dalla collaborazione con l’Istituto Luce. “Amore come passione, come sentimento puro”, ha sottolineato Crepet. “Gentilezza, correttezza e sensibilità” sono gli attrezzi del mestiere “di chi ama veramente”. “Oggi – ha rilanciato lo scrittore – in un’epoca in cui la tecnologia riesce a cancellare le distanze, gli spazi ed i tempi, l’amore ha perso il coraggio che lo guidava in epoche passate. Penso a Casanova, che pur di vedere la propria amata era capace di spingersi in viaggi lunghi ed estenuanti, senza la certezza di soddisfare il proprio amore. Viaggi che spesso terminavano sulla scale di una porta che non si sarebbe mai aperta”. Se in passato era il coraggio, oggi, invece, “ci sono le libertà e le certezze del 2009. Soprattutto per le donne. In molti degli incontri che facciamo con la Scuola per genitori mi capita di incontrare ragazze che per il volere del proprio fidanzato si privano dei loro sogni. Rinunciano ad andare a studiare in altre città, per esempio, o perdendosi serate in compagnia delle proprie amiche. Questo, nel 2009, non è accettabile”. Storie vissuta in prima persona, dopo una vita passata ad ascoltare le persone, e storie vissute da uomini di questo tempo. Da Casanova a Steve Jobs, dal più celebre amante della storia italiana al fondatore della Apple il passo è breve. “Ci fu un momento in cui Jobs cadde in serie difficoltà professionali. A 28 anni, e con la paternità di un’idea geniale fu sul punto di cadere in disgrazia. C’era soltanto una certezza nella sua vita, l’amore. Quella passione fu la strada per uscire da quelle difficoltà, certo di avere tutto ciò di cui aveva bisogno in quel momento, l’amore”. Passione come antidoto alla crisi, dunque. Una convinzione perfetta per un periodo di difficoltà economica come quello attuale. “La storia di Steve Jobs può essere letta come la capacità dell’amore di vincere la crisi. Passioni contro le difficoltà economiche”. Un monologo incalzante quello di Paolo Crepet, accompagnato soltanto dagli interventi di Sandra Fontana, responsabile del progetto della Scuola per genitori, Carmelo Rigobello, coordinatore di Confartigianato Persone, e Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Imprese. “L’amore è libertà, esatto contrario dell’incapacità di essere se stessi, di dire ciò che si pensa, di fare ciò che si desidera. Questo – ha aggiunto Crepet – è un problema che si manifesta spesso all’interno delle famiglie. Penso ad un padre imprenditore che, improvvisamente, ascolta i propri desideri e decide di cancellare tutti gli appuntamenti della giornata per andare in barca con la figlia. Un gesto sincero, frutto di un sentimento sincero. I genitori – ha concluso lo scrittore – devono preoccuparsi di lasciare ai propri figli il senso dell’amore, non soltanto i metri quadri di un appartamento in centro”.

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