7 Aprile 2014, h. 00:00

Limate le difficoltà operative della “nuova Sabatini”

Nel 1965, la legge Sabatini aveva permesso di dare forma e consistenza al boom economico di quegli anni. Fondi per investire nell’azienda e per rinnovare i processi produttivi e i beni strumentali a disposizione della micro e piccola impresa italiana. E i risultati furono eccezionali. Forte di quell’esperienza, e della volontà di rilanciare il tessuto imprenditoriale italiano, il “decreto del Fare” ha previsto una nuova versione di quella legge, per permettere alle imprese italiane di ottenere finanziamenti agevolati per l’acquisto di beni strumentali, grazie all’intervento della Cassa depositi e prestiti. In vigore dallo scorso 31 marzo, la nuova Sabatini è finita subito in un vortice di polemiche. Grazie all’intervento di Confartigianato nei confronti del Ministero dello Sviluppo economico, però, è stata corretta la rotta. Il nodo riguardava soprattutto l’operatività delle procedure di richiesta, ed in particolar modo un’indicazione data dall’ABI alle banche convenzionate che imponeva di accettare soltanto le richieste accompagnate da una procura notarile. Ma un atto notarile, per una piccola impresa, è un obbligo burocratico costoso. Per questo motivo Confartigianato ha fatto pressione sul Ministero per correggere questa indicazione. Una volta ottenuta questa vittoria, Confartigianato, in collaborazione con Artigianacassa, ha messo in piedi un percorso semplice ed immediato per permettere alle imprese associate di ottenere i finanziamenti previsti dalla nuova Sabatini, “uno strumento che rappresenta un importante supporto per gli imprenditori che intendono rilanciare, innovare o ampliare il proprio business, a condizioni particolarmente favorevoli – ha sottolineato Francesco Simone, vice direttore generale di Artigiancassa – Prima dell’entrata in vigore, abbiamo organizzato più di 70 incontri formativi territoriali. Oggi, a pochi giorni dall’avvio delle richieste, Artigiancassa ha inviato la richiesta di prenotazione per le 400 proposte ricevute e dichiarate ammissibili, per un importo totale di quasi 80 milioni di euro”. Un primo importante successo, soprattutto alla luce dell’annuncio fatto dal Ministro per lo Sviluppo economico, Federica Guidi, che ha confermato come l’attuale fondo da 2,5 miliardi di euro verrebbe raddoppiato, arrivando a toccare i 5 miliardi di euro, in caso di esaurimento del plafond iniziale.

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