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Talento, ricerca e tecnologia nella cultura del fare: i temi della Convention 2026 di Confartigianato Emilia-Romagna

“Voglio ringraziare Confartigianato per avermi invitato a questa bellissima iniziativa in questo splendido teatro che fa venire voglia di cantare…”. E così, senza l’ausilio di una base musicale, e con solo la sua bellissima voce, Al Bano attacca “Amara terra mia” di Domenico Modugno, tra gli applausi scroscianti dei presenti sugli spalti. In questo modo il cantante pugliese ha voluto rendere omaggio ai 1500 presenti al Palacongressi di Rimini mercoledì 8 luglio per la convention annuale di Confartigianato Emilia-Romagna che ha avuto come titolo “Il futuro è un’arte umana. Talento, ricerca e tecnologia nella cultura del fare”.

“Sono stato un buon artigiano della mia esistenza – ha affermato Al Bano nel corso del dialogo con Valerio Baroncini, vicedirettore de ‘Il Resto del Carlino’ – Ho sentito parlare di intelligenza artificiale, ma per me la vera rivoluzione è sempre stata la voce. Non una, ma le tante voci che ascoltavo da ragazzo. Le assorbivo come l’ape fa con il nettare dei fiori, rubando qualcosa da ciascuna, finché ho capito che per emergere serviva una voce diversa, una voce capace di rompere gli schemi. La voce è la chiave per entrare nel cuore di chi ti ascolta. A volte ci riesci, a volte meno. Ma senza quella benzina interiore, senza passione, non fai molta strada. È la passione che mi ha sempre salvato”.

E il talento che “è il motore del viaggio nella vita. Se il motore è buono, il viaggio sarà solido e ti porterà lontano. Ma il talento non basta: ha bisogno di manutenzione, di adattarsi al tempo che cambia. Il talento è un signore nascosto dentro di noi. Se riesci a individuarlo, a riconoscerlo e a farlo crescere, allora puoi fare cose importanti, davvero importanti”.
Infine, la curiosità che “è il motore della conoscenza. Ogni giorno, grazie alla conoscenza, hai la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo. È anche divertente. Io so che la vita è un esame continuo, e anche questo momento che vivo con voi è un esame. Ma a me piace affrontare gli esami, perché sono un eterno curioso, non un ‘eterno ragazzo’ perché quello è Morandi, che non smette mai di cercare, di imparare, di mettersi alla prova”, ha concluso Al Bano. E pensare che il pomeriggio riminese era cominciato con la presenza sul palco di Lumi, un umanoide, che, di fatto, “ha espropriato” il ruolo che doveva essere del Segretario regionale di Confartigianato.

“Il titolo di questa convention ci dice che ‘Il futuro è un’arte umana’. E noi vogliamo pensarlo proprio così, perché siamo convinti di poterlo costruire assieme, perché siamo convinti che insieme possiamo guidare le nostre famiglie, le nostre imprese, le nostre comunità e i nostri territori verso un orizzonte che sia più sereno. Il futuro non lo dobbiamo aspettare con paura e rassegnazione. Il futuro lo vogliamo affrontare come abbiamo sempre fatto: con il nostro talento, la nostra passione e soprattutto insieme. Come una vera squadra”, parola di Lumi, anzi no, di Amilcare Renzi.

Due presenze, quella di Lumi e quella di Al Bano che potevano sembrare una contrapposizione troppo forte, ma “la presenza di un umanoide accanto ad un personaggio come Al Bano non è casuale – ha spiegato Renzi -. Straordinario ambasciatore del Made in Italy, ha portato la sua splendida voce in tutto il mondo, regalando grandi emozioni. Oggi, con la sua testimonianza, ci ha ricordato come le nuove tecnologie debbano sempre essere coniugate con il talento, la competenza, lo studio e la ricerca, valorizzando l’unicità delle caratteristiche individuali”.

Le esperienze
Per capire meglio il senso dell’evoluzione tecnologica e i possibili utilizzi dell’intelligenza artificiale ci hanno aiutato tre personaggi, intervistati dal giornalista Andrea Gavazzoli, che nei loro settori da tempo hanno a che fare con l’innovazione.

Aldo Isi (AD e DG di Rete Ferroviaria Italiana)
“Rete Ferroviaria Italiana è il gestore delle infrastrutture ferroviarie del Paese: 17.000 chilometri di binari che, negli ultimi quattro-cinque anni, hanno conosciuto un’accelerazione senza precedenti negli investimenti. È una fase storica, segnata dalla realizzazione di grandi opere, con l’avvio dell’alta velocità orizzontale, un intervento che non ha paragoni per impatto e complessità. I disagi che talvolta i cittadini avvertono sono il risultato di questo sforzo straordinario. La tecnologia non deve spaventare: è lo strumento che ci permette di leggere in modo nuovo attività che svolgiamo da sempre, garantendo sicurezza, efficienza e affidabilità. Ma è anche la leva per attrarre giovani in un mestiere complesso, spesso notturno e faticoso, per il quale oggi fatichiamo a trovare nuove risorse”.

Alessandro Parolari (Direttore della scuola di specializzazione in Cardiochirurgia – Università di Milano Statale).
“Pensare a operazioni chirurgiche eseguite interamente senza un medico è ancora prematuro. Per il momento, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie ci aiutano a ridurre gli errori, a pianificare meglio gli interventi e a valutare con più precisione i percorsi di assistenza medica. Ho superato da poco i sessant’anni: il mio primo contatto con la tecnologia è stato l’incontro con i ‘marzianetti’ di Space Invaders, il famoso videogioco. Il secondo passo avanti l’ho vissuto all’inizio dell’università, ma è quando ho iniziato a fare il medico che la tecnologia è letteralmente esplosa. Negli ultimi 35-40 anni abbiamo assistito a innovazioni straordinarie”.

Leonardo Milani (Docente di Psicologia del Benessere)
“L’uso delle nuove tecnologie incontra spesso una resistenza naturale: la paura di uscire dalla propria zona di comfort. Temiamo l’ignoto, la mancanza di competenze, l’idea di non essere all’altezza o di perdere il controllo. Ma il mondo non si ferma: o impariamo a governare la tecnologia con competenza, preparazione ed equilibrio umano, oppure rischiamo di esserne travolti. Le nuove competenze non sostituiscono quelle esistenti: le arricchiscono. Il compito delle imprese è guidare i collaboratori verso l’uso consapevole delle tecnologie, sostenendoli nel percorso. Così, tra qualche anno, avremo professionisti capaci di muoversi con sicurezza in un mondo moderno e in continua evoluzione”.

Istituzioni e mondo imprenditoriale
Un’innovazione che deve essere insegnata e guidata, per fare questo è importante il ruolo delle associazioni imprenditoriali e delle istituzioni, come ci hanno spiegato i partecipanti alla tavola rotonda finale coordinata dal giornalista Valerio Baroncini.

Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna
“L’appuntamento annuale di Confartigianato si conferma un’occasione preziosa per fare il punto sull’economia dell’Emilia-Romagna, una regione che senza l’artigianato e le PMI semplicemente non esisterebbe. La sfida del futuro è però legata alle nuove tecnologie. L’Emilia-Romagna ospita oggi i più importanti investimenti del Paese nel supercalcolo e nell’intelligenza artificiale, ma c’è un errore da evitare: non si possono valutare le infrastrutture digitali come quelle fisiche. Avere il centro di supercalcolo a dieci metri dall’azienda non serve a nulla se l’impresa non ha le competenze per integrarlo nel proprio processo produttivo. La vicinanza fisica non genera, da sola, alcun vantaggio. Per questo diventa fondamentale unire la presenza di infrastrutture strategiche a un’azione di affiancamento delle PMI, valorizzando quella capacità di fare squadra e fare rete che da sempre caratterizza il territorio”.

Marco Granelli, Presidente nazionale di Confartigianato Imprese
“Chi immagina l’artigianato come una fotografia in bianco e nero sta guardando un’immagine che non esiste più. Oggi l’artigianato è più che mai contemporaneo, è uno dei luoghi più avanzati dell’innovazione italiana. La vera sfida non è scegliere tra tecnologia e manualità, ma metterle insieme. È quella che noi definiamo ‘Intelligenza Artigiana’, la capacità di unire creatività, competenze umane e tecnologie digitali per produrre valore, sviluppo e occupazione. Noi artigiani siamo artefici di crescita economica, ma anche un presidio di coesione sociale e di sostenibilità nei territori. Anche nelle più piccole comunità, insieme all’ufficio postale e alla stazione dei Carabinieri, c’è sempre un artigiano. Il futuro del Made in Italy non sarà costruito dalle macchine contro le persone, ma dalle persone che sapranno usare le macchine per valorizzare il proprio talento. È questo il vero vantaggio competitivo dell’Italia a valore artigiano”.

Vincenzo Mamoli, Segretario generale di Confartigianato Imprese
“In questo teatro si vede con chiarezza la forza di una comunità che, pur composta da persone comuni, ogni giorno compie qualcosa di eccezionale. La nostra associazione accompagna gli imprenditori che hanno avviato un’attività, costruito un’azienda, come loro fatto crescere competenze e fiducia all’interno dei propri team. Li sosteniamo con assistenza, tutela e orientamento, perché un’impresa che funziona contribuisce agli interessi generali della regione e del Paese. È questo, per noi, il significato più profondo della giornata di oggi. Quest’anno celebriamo gli 80 anni di Confartigianato: un traguardo importante, ma soprattutto una responsabilità. L’artigianato italiano sta attraversando una trasformazione profonda e Confartigianato vuole continuare a essere il soggetto che accompagna questo cambiamento, senza perdere quell’identità che rende unico il nostro sistema produttivo”.

Davide Servadei, Presidente regionale di Confartigianato Imprese
“Stiamo vivendo un paradosso evidente. A maggio 2026 a livello nazionale le imprese dichiarano difficoltà nel reperire il 42,9% del personale richiesto. Nell’artigianato, nel 2025 la quota dei lavoratori “introvabili” ha sfiorato il 60%, pari a circa 293.000 figure professionali mancanti. È il segnale di un mercato che offre lavoro, ma non riesce a trasformarlo in opportunità: una sconfitta che rimanda direttamente ai limiti del sistema formativo e a diverse criticità strutturali. Eppure, la chiave per uscire da questa impasse esiste, trovare competenze che nascono dalle passioni. Quando c’è una forte motivazione, si attiva quel motore che spinge ad aprire imprese, a innovare, a crescere. Non tutte le aziende ce la faranno, ma quelle che sapranno valorizzare le competenze e sostenere i propri collaboratori potranno affrontare la trasformazione in corso”.

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